Giacomo Costantino Beltrami
(Bergamo, 1779 – Filottrano, 1855)

 

Sito provvisorio a cura di Alvise e Enrica Manni - Civitanova Marche - 5/1/2010

[ 26-05-2015 9:14 ]


 

Beltrami Country

Testo e musica originale di Luciano Ravasio (g.c.)


 




 

 

Giacomo Costantino Beltrami

Spirito romantico, appassionato interprete, schietto rivoluzionario ,ingenuo botanico ,abile cacciatore, viaggiatore impaziente, etnografo avventuroso, letterato eclettico, ospite generoso, magistrato integerrimo, esule dignitoso, amico fedele, solitario intraprendente, intellettuale curioso, coraggioso carbonaro, esploratore prudente, italiano ante litteram, intrepido scienziato, napoleonico a oltranza, storico ardito, massone libertario, narratore robusto, pellegrino indomito, cronista puntiglioso, brillante oratore…uomo dall’ombrello rosso, Washichu Honska –uomo bianco grande e alto- tra i Lakota, Kitchy Okiman – grande capo- per i Chippewa.

Vale la pena conoscere G.Costantino Beltrami che, nato a Bergamo nel 1779, in gioventù prende parte alla rivoluzione contro la Repubblica veneta e all’innalzamento dell’ Albero della Libertà in Piazza Vecchia.
Interprete sotto il regime napoleonico è nominato giudice a Macerata, trova casa in provincia di Ancona a Filottrano dove frequenta il salotto della Contessa fiorentina Giulia de’ Medici Spada che lo introduce a quello ben più importante della Contessa Luisa D’Albany a Firenze. E’ lì che Beltrami incontra Byron, Lamartine, Chateaubriand, Foscolo e Canova, sente parlare del Messico e comincia a desiderare di conoscere il Nuovo Mondo.
Coinvolto nel 1817 nei moti rivoluzionari marchigiani, viene bollato come Carbonaro, nel 1820 muore la sua cara amica Giulia Spada e lui decide di partire: scarta il grand tour europeo perché troppo banale ai suoi occhi, non si dirige in Asia che pensa essere corrotta, scarta l’Africa che crede troppo diversa e opta per n viaggio transatlantico alla scoperta della Natura selvaggia e di nuovi modi di fare politica
E’ così che sbarca a Filadelfia, incontra a Washington il presidente J.Monroe, massone come lui, naviga in battello a vapore lungo l’Ohio e alla confluenza col Mississipi mentre è sulla banchina in attesa del battello a pale rotanti che lo deve portare a New Orleans, incontra i rappresentanti di una missione governativa capitanata dal maggiore Tagliaferro.
Decide allora di cambiare destinazione, non più o meglio non ancora il Messico bensì le sorgenti sconosciute della Madre di tutti i Fiumi. Ostinato, coraggioso e protetto da un ombrello rosso tuttofare, abbandonato anche dalle sue due guide indiane, nel 1823 raggiunge da solo il lago da cui ha origine il Mississipi.
Oggi il lago Giulia si trova nella Contea Beltrami perché nemo propheta in patria invece negli Stati Uniti Giacomo Costantino sanno chi era.
Nel frattempo accetta regali dai Lakota, scrive un dizionario inglese\Sioux a beneficio di pacifici rapporti interrazziali, tiene in francese il diario di bordo sui suoi pellegrinaggi in canoa. E di ritorno dalla grande impresa nessuno gliene riconosce il merito.
Instancabile decide di raggiungere finalmente il Messico nel 1824. Continua a raccontare le sue avventure sotto forma epistolare inviando lettere ad una amica di Giulia, la Contessa Gerolama Compagnoni. Sopravvive ai rivoluzionari e alla febbre gialla e acquisisce una importante raccolta di essiccati vegetali.
In Messico non si interessa solo di botanica ma anche di archeologia e non ancora stanco di viaggiare, prima di rientrare in Europa decide di passare dai Caraibi, incuriosito dalla emancipazione degli schiavi neri ad Haiti.
Dopo un anno riattraversa l’Oceano e dovendo scegliere dove andare a stare, torna a Filottrano fedele agli impegni presi con Giulia di cui proteggerà i figli.
Gli ultimi anni della sua vita li passa nello studiolo fattosi costruire nel sottoscala dell’androne del suo Palazzo. Si fa chiamare fra Giacomo e prega, legge, studia, scrive, distribuisce elemosina.
Muore assistito dall’ultimo fratello rimastogli, già garibaldino, avendo scritto;
“Lascio a Bergamo e all’Italia la vergogna di aver lasciato nell’oblio un concittadino, un Italiano le di cui discoperte gli hanno meritato perfino degli invidiosissimi esteri il vanto di aver fatto onore all’Italia e agli Italiani”.

Noi oggi recuperando a scuola la storia di G.Costantino Beltrami possiamo rendergli omaggio e trasformando le sue avventure e le sue idee in uno spettacolo teatrale insieme agli attori del Teatro tascabile di Bergamo presso il Complesso del Carmine in Città Alta nell’ambito delle attività previste per l’Expo 2015, abbiamo l’onore di far conoscere un bergamasco che ancora molto può insegnare a tutti.
E’ per questo che nel Liceo Amaldi di Alzano Lombardo abbiamo pensato al Progetto “Turismo di Classe: dal Serio al Musone”, col quale intendiamo approfondire oltre alla figura del “nostro” anche la storia dei Nativi Nordamericani attraverso la collaborazione dell’Associazione Akicita che ne promuove la cultura tra noi.
Le nostre esperienze didattiche offriranno il testo della sceneggiatura per uno spettacolo teatrale con la collaborazione registica e attoriale del Teatro Tascabile di Bergamo e del Teatro a Canone di Chivasso.
Per chi non potesse venire a vederci il 28 maggio prossimo un suggerimento:
basta andare alla biblioteca Angelo Mai e passare dal Museo Caffi per imparare a conoscere un uomo che tornando a casa da oltre oceano dopo molti anni di assenza, si riempie il borsone dei giornali editi dai rivoluzionari neri di Haiti, carica una nave di minerali e piante raccolte in Messico e di tamburi e borse di medicina, mocassini, pelli di bisonte, sacre pipe Chippewa e Lakota…tutto per raccontare e tutto da ricordare.  
 
La responsabile del Progetto 2014\15  “Turismo di Classe: dal Serio al Musone”
Professoressa Enrica Manni

 

 


Memorie di una stagione inquieta - l'archivio Beltrami -4 dicembre 2014 Archivio di Stato a Macerata

 


Mostra Giacomo Costantino Beltrami - scopritore delle sorgenti del Mississipi e le sue scoperte nel Messico e nella California - Via Abbati 23 - PESARO - Dal 14 al 29 settembre 2013

 


6 settembre 2013 alle ore 21,30 a macerata presso la Galleria degli Antichi Forni conferenza del professor Alvise Manni su L'epopea di Giacomo Costantino Belatrami


Alcuni momenti della conferenza (foto di A. Seri 2013)


 

Alcuni momenti del Convegno del 1 ottobre 2011 a Macerata (Foto V. Bonito)

Alcuni momenti del Convegno del 1 ottobre 2011 a Macerata
(Foto V. Bonito)

 


Il Messaggero del 1 ottobre 2011

Il Messaggero del 1 ottobre 2011

 

Resto del Carlino del 1 ottobre 2011

Il Resto del Carlino del 1 ottobre 2011

 


Img2 Sito del Centro Studi Civitanovesi

Civitanova Marche (MC)

e

www.giacomocostantinobeltrami.it

 

in collaborazione con

                                                                                                            

                                                                                                                          

Archivio di Stato di Macerata
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Museo “Beltrami” di Filottrano (AN)www.museobeltrami.it

organizzano


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Il Mondo di Giacomo Costantino Beltrami (© Silvano Moretti 2011)

 

 

“…Misera Italia! Oppressa dalla tirannia, oscurata dall’ignoranza, lacerata dalla invidia!...”

GIACOMO COSTANTINO BELTRAMI (BERGAMO 1779 – FILOTTRANO 1855):

UN MISCONOSCIUTO PATRIOTA ITALIANO PREUNITARIO

 

 

CONVEGNO PER I 150 ANNI DELL’UNITÀ D’ITALIA (1861 – 2011)

a cura di ALVISE  MANNI   e   SILVANO  MORETTI

 

Sabato 1 ottobre 2011, ore 9 - 12

Biblioteca Comunale “Mozzi Borgetti”, sala degli Specchi

Piazza Vittorio Veneto, 2 - MACERATA

 

 

PROGRAMMA

 

Cesare CENSI
Giacomo Costantino Beltrami (1779 – 1855): la vita, i viaggi, gli studî.
Marzia LUCHETTI
Il Museo “Beltrami” di Filottrano, creato da Glauco Luchetti Gentiloni.
Alvise MANNI
G. C. Beltrami nelle Marche: spigolature dal Maceratese.
Enrica MANNI
“Stranieri in Patria”. Ad Alzano Lombardo con Tullia Franzi sulle tracce di Giacomo Costantino Beltrami.
Silvano MORETTI
Beltrami: l’Uomo ed il Mito.
Maria grazia PANCALDI
Giacomo Costantino Beltrami e la giustizia a Macerata nel periodo francese.

 

 

CON IL PATROCINIO DI

Img8Accademia dei Catenati di Macerata         Centro Studi Storici Maceratesi di Macerata www.studistoricimaceratesi.it
Img10 Comune di Filottrano (AN)      
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Fotografia-miniatura di Giacomo Costantino Beltrami (dal sito Zaia.com)

 

È stato un esploratore ed un patriota italiano. Furono proprio le sue doti di esploratore, unite ad una buona dose di coraggio e spirito d'avventura, a permettergli di scoprire le sorgenti del fiume Mississippi, dove nessun pioniere era mai riuscito ad arrivare, percorrendo a ritroso i quasi 4.000 km del fiume più lungo di tutte le Americhe. Parecchi anni più tardi queste terre da lui scoperte gli tributarono i giusti meriti, intitolandogli sia la contea più estesa dell'attuale stato del Minnesota (Beltrami county) che i monti in cui nasce il suddetto fiume. Nonostante tutto questo, la sua figura in Italia non è ancora sufficientemente conosciuta e studiata.


Nato nel 1779 a Bergamo (la sua esatta data di nascita è sconosciuta a causa del fatto che un rogo distrusse i registri battesimali) in una numerosa famiglia di un doganiere della Serenissima, intraprese ben presto studi in ambito legale che gli permisero di diventare magistrato e di impegnarsi nella vita politica nell'epoca napoleonica. Vicino agli ideali libertari della rivoluzione francese, partecipò attivamente ai primi moti rivoluzionari in Italia, tanto da essere imprigionato più volte ed accusato di cospirazione contro lo Stato Pontificio per fatti accaduti nelle Marche: rischiò addirittura l'impiccagione, alla quale riuscì a sfuggire in extremis.


Questa situazione, unita alla sua innata voglia di viaggiare, lo spinsero, nel 1821, a lasciare l'Italia. Dapprima raggiunse la Francia, per poi spingersi in Inghilterra. L'anno successivo decise quindi di imbarcarsi alla volta dell'America del Nord, verso territori ancora inesplorati. Approdò a Filadelfia nel 1822, ma ben presto si trasferì a Saint Louis dove ricevette, dal generale Clarke, l'incarico di ispezionare i forti lungo il corso del fiume Mississippi. Intraprese entusiasticamente questa mansione con Lawrence Tagliaferro e Stephen H. Long, con i quali condivise l'obbiettivo di scoprire le sorgenti del grande fiume. Arrivarono a Fort St. Anthony, mappando la zona ed interagendo con le popolazioni locali.


Più tardi, in luglio, dopo tre mesi di navigazione, la tensione crebbe tra i tre compagni di navigazione, tanto che in agosto questi si separarono. Il Beltrami si spinse da solo quindi fin nei territori Sioux e Chippewa, dove in pochi avevano osato arrivare. Si avvicinò progressivamente a queste popolazioni e, grazie alla sua indole pacifica, instaurò con essi un rapporto di reciproca stima. Nell'animo del Beltrami crebbe sempre più un grande attaccamento nei confronti della cultura e della società dei nativi americani, tanto che pubblicò un dizionario inglese-sioux e parecchia documentazione inerente gli indiani d'America.Si tratta del primo dizionario del genere, ancora oggi usato e ristampato dalla Lakota Books.


Tra questi suoi racconti merita menzione “La decouverte des sources du Mississippi e de la Rivière sanglante” che racconta dettagliatamente questi suoi viaggi. Fu uno dei primi a dare la giusta considerazione a queste tribù, fino ad allora descritte in modo offensivo ed inesatto dalla letteratura del tempo, tanto che si dice sia stato l'ispiratore di James Fenimore Cooper nel suo romanzo, poi anche successo cinematografico, “L'ultimo dei Mohicani”.


Il suo viaggio lo spinse sempre più a nord, ai confini con il Canada fino a raggiungere il Red Lake. Qui fece la scoperta di un altro lago, che chiamò lago Giulia (il nome attuale è Itasca), in onore della nobildonna Giulia De Medici Spada da lui conosciuta nel 1809 e prematuramente scomparsa, che fu dai lui ritenuto la sorgente più a nord del Mississippi: era il 31 agosto 1823. Intraprese la via del ritorno, giungendo a Fort Anthony due giorni più tardi, arrivando a New Orleans a dicembre. In quella città egli cominciò a scrivere un resoconto del suo viaggio, che fu pubblicato qualche mese più tardi. La sua versione del viaggio venne però ritenuta troppo fantasiosa, tanto da farla passare in secondo piano rispetto al racconto di Long, suo ex compagno.


Le sue avventure sono completate da viaggi in Messico, dove collezionò oggetti Aztechi, classificò piante e animali ed osservò il sistema politico di quell'area, ad Haiti e Santo Domingo e dal coinvolgimento nelle rivoluzioni di Parigi (1830) e di Roma (1848).


Raccolse numerosi oggetti, a testimonianza delle sue avventure, ora conservati nel museo a lui dedicato a Filottrano, località in provincia di Ancona dove morì nel 1855, e nel museo di storia naturale di Bergamo, che gli ha dedicato un'apposita area in occasione del suo 150° anniversario della morte.

(fonte Wikipedia)

 

Un'immagine di Giacomo Costantino Beltrami tratta da Wikipedia



info@giacomocostantinobeltrami.it